Domanda: Chi fu l'ultima persona a vivere nella Città Proibita?
Risposta rapida: L'ultimo abitante della Città Proibita fu l'imperatore Puyi, che visse lì fino alla sua espulsione nel 1924, dopo la caduta della dinastia Qing.
Contesto storico: la doppia identità della Città Proibita
Costruita nel 1420, la Città Proibita era il palazzo imperiale della Ming e Qing dinastie. Fungeva sia da residenza dell'imperatore che da centro del potere politico. Dopo la caduta della dinastia Qing nel 1912, il palazzo passò gradualmente da enclave reale a museo pubblico, una trasformazione segnata dalla storia del suo ultimo residente.
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Risposta fondamentale: Residenza ed espulsione di Puyi
Lo status speciale di Puyi
Chi era: Aisin Gioro Puyi, dodicesimo e ultimo imperatore della dinastia Qing, intronizzato all'età di 3 anni nel 1908, abdicò nel 1912.
Diritto di soggiorno: Sotto il Articoli di trattamento favorevole della Casa Qing (1912), Puyi mantenne il suo titolo imperiale e gli fu permesso di vivere nella corte interna (ad esempio, la sala Yangxin, il palazzo Chuxiu) con un'indennità annuale di 4 milioni di tael d'argento dalla Repubblica di Cina.
La vita dentro: Puyi ricevette un'educazione occidentale dal tutore britannico Reginald Johnston, introdusse nel palazzo oggetti moderni come biciclette, pianoforti e telefoni e giocò persino a tennis nei cortili. Anche la sua imperatrice Wanrong e la consorte Wenxiu risiedevano lì.
La svolta del 1924
| Data | Evento |
|---|---|
| ottobre 1924 | Il signore della guerra Feng Yuxiang organizzò un colpo di stato a Pechino, abolì il titolo imperiale di Puyi e revocò il suo diritto di risiedere nella Città Proibita. |
| 5 novembre 1924 | Il generale Lu Zhonglin guidò le truppe nel palazzo, mettendo sotto pressione Puyi con la minaccia dei cannoni provenienti dalla collina Jingshan, dandogli 3 ore per andarsene. |
Risultato: Puyi, in fretta, firmò i documenti e partì con Wanrong, Wenxiu e i suoi pochi beni, ponendo fine ai 12 anni di residenza post-abdicazione.
Reazione internazionale: Il Times di Londra lo definì "una pietra miliare nel progresso repubblicano della Cina", mentre i media giapponesi inquadrarono Puyi come una "vittima", aprendo la strada al suo successivo ruolo di imperatore fantoccio del Manciukuo.
Conseguenze: la nuova vita del palazzo
Da residenza imperiale a museo
Nell'ottobre del 1925 venne inaugurato ufficialmente il Palace Museum, che esponeva oltre 1,17 milioni di reperti, tra cui dipinti, giade e ceramiche.
Nel 1987 l'UNESCO lo ha inserito tra i patrimoni dell'umanità, orientando la propria missione verso la conservazione del patrimonio e l'educazione pubblica.
Gli ultimi anni di Puyi
1932–1945: Imperatore fantoccio del Manciukuo sotto il controllo giapponese.
1945: Catturato dall'Unione Sovietica.
1959: Graziato nella Repubblica Popolare Cinese, visse come civile fino alla sua morte nel 1967.
Prospettiva comparata
Giappone: L'imperatore risiede ancora nel Palazzo Imperiale di Tokyo, anche se è consentito l'accesso parziale al pubblico.
REGNO UNITO: La famiglia reale vive a Buckingham Palace, che apre anche alcune aree ai visitatori.




